Calabria e 25 Aprile. Tra Liberazione e smarrimento



"Nella notte ci guidano le stelle"



Il 25 Aprile è considerata la data più rappresentativa della storia recente e ogni anno formulo la stessa riflessione. Da ragazza proveniente da un piccolo paese della provincia di Reggio Calabria, non ho mai provato alcun attaccamento a questa data. Almeno fin quando mi iscrissi all'università. In quegli anni di racconti dei miei coetanei ho iniziato a cogliere il significato di questa data in modo diverso da come i libri di storia ci insegnano.

Negli anni successivi mi sono chiesta perché da noi fossimo così anaffettivi su questo tema e studiando ho capito perché in Calabria la Liberazione non è stata vissuta come altrove.


La nostra era divenuta una terra di nessuno e da lì in poi è iniziato il periodo spartiacque che ci hanno sempre raccontato: le grandi migrazioni. In Calabria il momento storico seguito alla liberazione, i famosi "ruggenti anni '50" del boom economico, ha portato tutt'altro che benessere.

Ci ha restituito paesi vuoti, borghi spopolati, famiglie disgregate e il senso di isolamento sociale che ne consegne. Ha segnato l'inizio della retorica sull'emigrazione e la visione periferica di una terra che è stata per secoli anche epicentro di scambi e commerci. Ringrazio di aver conosciuto la storia delle altre regioni, e il senso profondo di questa giornata che mi appartiene più di qualsiasi altra festa.

Invito i miei conterranei e visitatori del sito ad utilizzare lo stesso approccio in queste pagine.

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