L'Erica Arborea: le piante che crescono lungo i sentieri della Locride





Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della Cascata di Salino, accennando alla vegetazione che si trova lungo il percorso.

Tra le varie specie vi è l’Erica Arborea, una pianta dai diversi utilizzi. Scopriamo insieme il più importante.


L'Erica Arborea (della famiglia delle Ericaceae) fiorisce tra marzo e maggio e ha una corteccia dal colore rossastro.

L'uso dei piccoli fiori è officinale e medicale: le proprietà più note sono quelle diuretiche e disinfettanti. Passiamo ora a parlare del fusto e ripercorriamo i passaggi della lavorazione del legno necessari alla costruzione di una pipa artigianale.


COME SI CREA UNA PIPA ARTIGIANALE


Per creare la pipa si usa una parte del fusto. La radica di erica arborea è ciò che viene estratto dall'arbusto; il cosiddetto ciocco rappresenta la protuberanza che si trova alla base della pianta. Il processo è lungo e lento come nelle migliori tradizioni artigianali che seguono la vita e la proprietà tattili delle materie prime con cui si rapportano.


La raccolta delle piante avviene manualmente; a questa fase segue la creazione di “placche” da parte dell’artigiano che estrae la parte più pregiata della corteccia. Durante la selezione delle placche si iniziano ad intravedere le venature rossastre interne alla corteccia, caratteristiche delle pipe. Prima di procedere alla lavorazione i ciocchi vengono bolliti per circa 18 ore ad una temperatura di 100° e stagionati per almeno 90 giorni. Il processo di stagionatura serve pe eliminare il “tannino”, un elemento che lascia l’amaro in bocca.

La fase successiva è la creazione della forma caratteristica della pipa con l’utilizzo della serra. Una volta tagliato, il legno viene levigato per migliorarne la forma.

A questo punto, con un altro macchinario l’artigiano procede alla foratura della parte superiore in cui si inserisce il tabacco e di quella inferiore per aspirare. In seguito, l’artigiano aggiunge il bocchino e gli dona la curvatura caratteristica grazie ad una fonte di calore.

Si passa così alla lucidatura aggiungendo la cera, completando il lavoro.


In Aspromonte tale pratica artigianale è ancora presente: si tratta di lavori poco noti e difficili da tramandare ma estremamente importanti per la tutela del nostro patrimonio culturale.


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