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Luce Fest: quando il colore diventa collante sociale


Foto di Mario Gentile



Ieri abbiamo avuto il piacere di parlare con i ragazzi di Luce Fest, un festival giunto alla quarta edizione che è un piccolo atto rivoluzionario. Il direttore artistico del festival, Carmine Elia, ci ha raccontato com'è nata quella che a tutti gli effetti è un'opera di riqualificazione degli spazi urbani attraverso l'uso del colore e l'inventiva degli artisti.


Dove ci troviamo?


Siamo a San Pietro Magisano, un minuscolo paese della Presila catanzarese in cui vivono circa 300 abitanti.

Un Paese come molti della nostra Regione, micro frazioni soggette a spopolamento.

Qui, Carmine e i ragazzi dell'Associazione LuceFest hanno avuto un'intuizione. Come rendere vivo un luogo immerso nel verde ma lontano dalla provincia? Unendo memoria storica, fermento culturale, colore e passione per il posto in cui si vive.


Dal tono di voce di Carmine intuisco una profonda creatività e immaginazione, forse la stessa che mi ha fatto iniziare a credere in Let's Ca. Quella scintilla e un pizzico di follia che permette di fare il salto in più e passare da "chissà come sarebbe" allo stupore per quello che si sta portando avanti.

Uno stupore quasi incredulo, come se questi anni di lavoro e salti mortali per riuscire a rendere realizzabile il festival non fossero stati minimamente un peso.

Una persona che crede di poter "vivere nel bello" senza doversi necessariamente spostare dal luogo in cui abita.



Contesto di riferimento


Il paese di San Pietro Magisano era storicamente famoso per avere un Santuario - Santuario Maria SS.ma della Luce - molto importante per il territorio, in cui nei primi giorni di settembre si svolge un pellegrinaggio che raccoglie migliaia di fedeli. Altro elemento di attrazione locale è il paese di Taverna, famoso per il pittore barocco Mattia Preti.



Fare luce sulle aree interne


La storia del Festival inizia nel periodo del Covid, con una prima edizione nell'anno 2020.

Carmine e Francesco (i due cuori pulsanti dell'iniziativa) in una serata di tranquillità decidono di parlare di quest'idea artistica con un professore accademia delle belle arti. Il risultato è il coinvolgimento di 6 artisti che per 5 settimane rimangono a San Pietro Magisano creando opere a tema. Le tematiche scelte sono (gastronomia, legalità, cinematografia...

Il paese riesce così ad avere le sue prime 30 opere che vennero realizzate su pannelli.


Queste opere cosa rappresentano? cosa c'è dietro al rifacimento di una facciata? Non solo pittura artistica ed estro ovviamente, ma una vera e propria manutenzione delle case, delle loro pareti e degli spazi pubblici che altrimenti andrebbero in malora come spesso accade nei piccoli paesi soggetti a spopolamento.


Il secondo anno i ragazzi di Luce Fest alzano un pizzico l'asticella, e coinvolgono 15 artisti.

Gli street artist accolti a San Pietro Magisano grazie all'ospitalità diffusa vengono contattati quasi per gioco, poiché si tratta di artisti affermati a livello nazionale ed internazionale. Tali artisti accettano di venire nell'entroterra calabrese della provincia di Catanzaro in cambio di un rimborso spese che rispetto ai caché ricevuti solitamente per le loro opere è irrisorio ma che rappresenta uno sforzo enorme per gli organizzatori.


Si realizzano in questa seconda edizione non solo le facciate degli edifici, ma anche delle opere a tema riciclo e dei lampioni a tema libero.

A prescindere dai nomi incredibili a cui riescono ad arrivare i ragazzi, ciò che mi colpisce è la spontaneità con cui questo avviene, lo slancio di chi sa che solo facendo dei tentativi possiamo recuperare il senso di comunità che appartiene alla nostra tradizione.

Una terra di paesi, la Calabria. Che se vuole vivere un cambiamento può farlo solo attraverso il mutualismo, la partecipazione e la condivisione di idee comuni.



La scorsa estate (2022) i nomi coinvolti sono stati di calibro internazionale. Grazie al loro lavoro il paese è diventato un piccolo gioiello incastonato nel verde: un paese che ospita 91 opere d'arte.


Per chi avesse la curiosità di approfondire chi sono alcuni degli artisti coinvolti, tra i nomi da tenere a mente ci sono: Slim Safont (artista catalano, Barcellona), Alice Pasquini (Roma), Toni Gallo (Padova),Kruel d'Enfer (portoghese), 3ttman (francesce)e i due calabresi Massimo Sirelli e Claudio Chiaravalloti.


Quest'ultimo ha ricevuto un riconoscimento internazionale, rientrando tra i 100 street artist al mondo grazie ad un'opera realizzata proprio a San Pietro Magisano. Ciò ha acceso molto i riflettori e aumentato la notorietà di quella che sembra un'impresa impossibile per chi conosce le difficoltà di vivere nelle aree interne.

Lungi da voler considerare questo esperimento sociale come una mosca bianca, vogliamo parlare del bello che c'è e della possibilità di confrontarci con queste realtà sentendoci trattati da pari. L'associazione attualmente è formata da 13 soci attivi e si appresta a svolgere la prossima edizione, a cui speriamo di poter partecipare e di poter invitare da noi!


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