Le fiumare. Origini e storia



Fiumara è un termine con cui si descrive un corso d'acqua di portata minore, presente soprattutto nell'Italia meridionale.

Le caratteristiche principali della loro conformazione sono: letto ciottoloso, che mette in evidenza l'erosione della roccia durante il passaggio dell'acqua nei momenti di piena, l' ampiezza del bacino e l'assenza di una sorgente fissa che si sposta a seconda del flusso d'acqua. Il loro corso è molto simile a quello delle Alpi o Appenninico.

La maggior fiumara italiana è la fiumara dell'Amendolea e si trova nell'area grecanica. Il suo letto raggiunge in alcuni punti una larghezza di 400 m. Altra presenza importante nel territorio della Locride è la Fiumara La Verde di Samo sicuramente meno conosciuta della prima ma frequentata da animali e pastori.

Ma non è tutto. L'intero territorio dell'Aspromonte, compreso in 64 mila ettari di terreno, ne ospita decine.


La geologia della Calabria è racchiusa nelle sue fiumare. Le rocce metamorfiche (principalmente dolomie e calcaree) a seguito dell'erosione di vento ed acqua si trasforma e modifica nel corso dei secoli continuamente il letto della fiumara.

La vegetazione circostante è rigogliosa composta da alberi di leccio e frassino, cespugli di oleandri, felci.

Il paesaggio è surreale perché quasi alpino se non fosse per le cime brulle che si scorgono dal letto della fiumara.

Il silenzio tipico di questi luoghi interrotto solo dallo scroscio dell'acqua o dal suono della natura dona la sensazione di trovarsi in alta quota, anche se l'altezza è collinare.

Un tempo le fiumare erano probabilmente navigabili e ciò ha consentito di edificare borghi nell'entroterra e di creare un'economia locale. Tra le attività, la fiumara ha anche permesso la coltivazione del lino, della canapa e la macerazione della ginestra. Per tutti questi motivi qui fiume e uomo sono indissolubilmente legati.

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